Escape Room

Escape Room, un nuovo modo di giocare sviluppando ingegno e nuove competenze; risulta quindi un’ora di formazione ricreativa per tutte le età.

Qui in Makery, un nostro ramo di azienda si occupa di questo nuovo settore ricreativo; sia facendo ‘giocare’ privati o gruppi aziendali in forma di team building, sia (con il marchio escapelab) progettando e allestendo escape room in Italia e in Europa.

Nel 2019 e nei primi mesi del 2020 abbiamo allestito nuove sedi a Cagliari, Catania, Trento e Lugano stiamo lavorando attualmente (marzo 2020) stiamo inaugurando Brain Fit nuovo centro a Pesaro.

Per i meno informati o per i più curiosi, riportiamo qui (fonte wikipedia) una dettagliata descrizione completa della storia sulla nascita di questa nuova forma d’intrattenimento.

Storia

Tra i predecessori delle escape room ci sono stati diversi programmi televisivi il cui format presentava un’area contenente puzzle o sfide di diverso tipo da superare, per esempio le serie britanniche Now Get Out of That (1981), The Adventure Game (1980), The Crystal Maze (1990) o la francese Fort Boyard (1990).
La prima escape room generalmente riconosciuta e da cui si è diffuso il genere è stata creata da Takao Katoe, che iniziò nel 2008 a proporre il リアル脱出ゲ (Riaru dasshutsu ge? “Gioco reale di fuga”), ospitato in bar e altri locali che venivano riempiti di oggetti e indizi. I partecipanti al gioco (intorno alle venti persone divise in squadre) dopo una breve introduzione dovevano capire quali erano gli enigmi e risolverli, ricevendo come ricompensa ulteriori indizi ed oggetti, per esempio identificando il nome di una ragazza si riceveva un gettone, che introdotto in una macchinetta dava un foglietto con un altro indizio. Takao ha attribuito l’idea del gioco al desiderio che aveva provato da ragazzino di poter vivere in prima persona le avventure strane e meravigliose dei romanzi e manga, sia a un gioco che faceva con la famiglia.
A partire dal 2010 la SCRAP organizzò altre escape room a Pechino, Shangai e Singapore e per il 2012 aveva organizzato oltre 2.300 sessioni a cui avevano partecipato più di 10.000 giocatori. Nel 2012 un amico di Takao, Kazuya Iwata, aprì la Real Escape Game negli Stati Uniti a San Francisco, ottenendo circa 6.000 visitatori nel primo anno. Il gioco si diffuse in altre città statunitensi, tra le prime la LiveGame Escape aprì a Las Vegas gestita da tre amici che avevano visto il gioco ad Hong Kong e la Escape the Room NYC a New York City.
In Europa ha aperto per primo nel 2011 in Ungheria a Budapest Parapark, una franchise cresciuta fino a 20 locazioni in Europa e Australia. Il fondatore Attila Gyurkovics afferma di averla creata indipendentemente, basandosi sulla sua esperienza di personal trainer, senza essere a conoscenza dei giochi giapponesi.
Nel corso degli anni, il gioco è diventato sempre più popolare non solo in Asia e nel Nord America, ma anche in Asia, Oceania ed Europa. Le prime escape room permanenti in locazioni fisse sono state aperte in Asia, e a seguito negli altri continenti.
Dal 2015, partendo da Torino, il gioco ha preso piede anche in Italia. L’Italia può vantare anche un primato: a Milano infatti, dal dicembre 2016, è presente la più grande escape room d’Europa (il Maniac Palace). Sul finire del 2015, nel mondo si contano quasi 3 000 escape room, ciascuna delle quali viene allestita in una varietà di luoghi immaginari come prigioni, uffici, laboratori, manicomi e monasteri.

Struttura

In una tipica escape room i giocatori si trovano all’interno di una stanza da cui devono riuscire ad uscire risolvendo una serie di puzzle ed enigmi, che li portano man mano fino alla scoperta dell’uscita. L’escape room può non avere un tema ed essere semplicemente una serie di enigmi da risolvere senza un filo conduttore tematico a guidarlo, in questo caso si parla di puzzle room, avere un tema che guida il tipo di indizi ed enigmi (thematic room), costruire una storia in cui i giocatori assumono ognuno un ruolo (narrative room) e infine le hypernarrative room in cui le scelte dei giocatori e le soluzioni trovate influiscono direttamente sulla trama.
La maggior parte delle escape room offrono una trama e sono precedute da una breve introduzione che introduce la situazione del gioco e come i giocatori vi siano finiti. Alle volte hanno anche una scena di chiusura che chiude le fila della trama al termine del gioco. Le stanze sono giocate in una prospettiva in prima persona in cui i giocatori devono di solito trovare indizi ed oggetti e interagire con essi. Solitamente le stanze hanno stadi multipli che devono essere risolti per far avanzare la trama.
Le avventure sono di solito giocate al chiuso, possono variare da escape room ad altre ma in media durano dai 30 min le più facili, alle 2 ore quelle più intriganti e complesse.
Il numero minimo di giocatori è generalmente di due e può arrivare fino a otto, anche se ci sono eccezioni che possono portare ad un numero maggiore di giocatori. Alcune escape room formano squadre con giocatori che non si conoscono per arrivare fino al minimo di giocatori richiesto.
Una nuova tipologia di escape room è quella competitiva, in cui due squadre gareggiano attraverso enigmi disseminati nel medesimo ambiente. Alle squadre è assegnato un punteggio per ciascun enigma risolto correttamente ed esiste un unico enigma finale, che permette pertanto di terminare il gioco a una sola squadra.
Generalmente le escape room hanno un’interfaccia minimalistica, una musica ambientale per stabilire l’atmosfera del gioco e alle volte delle comparse per rendere l’esperienza più immersiva. Questi elementi sono generalmente usati per aumentare il senso di isolamento dei giocatori.